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Raffaello - L'Accademia- La Scuola di Atene

Considera, pertanto, come dicevamo che due sono le realtà e una domina sul genere e sul mondo intelligibile, l’altra sul visibile, . . .

Prendi una linea divisa in due parti disuguali e dividila ulteriormente sia in una parte che nell’altra – ovvero nel genere visibile e in quello intelligibile – secondo la stessa proporzione.

Platone – Repubblica VI d 509

Considerazioni sulla conoscenza tradizionale

Mutuando lo schema proposto da Platone, con la celebre immagine della “linea”, possiamo ipotizzare che la dimensione conoscitiva è individuabile in due ambiti fondamentali e in quattro fasi in successione in cui la conoscenza si esplica.

Platone (e prima di lui Parmenide) ci parla di due diverse modalità di conoscenza.

La prima è quella che riguarda il mondo sensibile, tutto quanto è soggetto all’impermanenza, al divenire, e che dà origine all’opinione (doxa), e, non può dirsi conoscenza della realtà, perché la “realtà”a differenza del “sensibile” è permanente e assoluta.

La seconda è quella che riguarda il mondo intelligibile, cioè il mondo del “reale”, ed è la sola possibile e vera conoscenza, poiché permane di la dal contingente: è scienza, “épistéme”. Read More »

Realtà

“Come il fuoco è necessario per cuocere,

così tra tutte le varie forme di disciplina

solo la Conoscenza è il mezzo diretto per la liberazione:

senza la Conoscenza non può esservi liberazione”

Samkara – Atmabodha

Realtà metafisica e fattuale


Quando parliamo di realtà solitamente ci riferiamo a quello che i nostri cinque sensi percepiscono, in altre parole il mondo così come lo avvertiamo.

I sensi, in quanto organi di percezione, fungono da intermediari tra l’oggetto di percezione, – il mondo, noi compresi – e la mente-soggetto percepente. Questo, nell’immediato, ci porta a credere che quello che la mente ha elaborato, in seguito alla percezione, sia la pura realtà e che al di la del percepito non vi è null’altro. A questa conclusione giunsero i filosofi Jonici, – i naturalisti – come Protagora che formulò il motto “l’uomo è misura di tutte le cose”.

Sappiamo, però, che ogni essere senziente, percepisce il mondo in modo diverso, potremmo dire personale, proiettando in sé stesso una diversa rappresentazione di quanto ha percepito. Infatti, se dovessimo chiedere a più persone di descrivere quanto percepito dopo aver mangiato una mela, riguardo il sapore, oltre alle difficoltà che incontrerebbero nel descrivere la percezione, avremmo come è noto, una grande varietà di rappresentazioni, spesso discordanti tra loro, anche se solo per pochissimi elementi. Read More »