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	<title>Trame in Divenire</title>
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		<title>Antonio Tabucchi è andato via</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Mar 2012 20:56:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giuseppe vinci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Che fatica il mestiere di scrivere&#8221;. &#160; Oggi all&#8217;età di 68 anni Antonio Tabucchi è andato via. Era a Lisboa, in Prtogallo, la città che ha sempre amato e che gli ha ispirato il romanzo &#8220;Sostiene Pereira&#8221;, con il quale si è aggiudicato il Premio Campiello nel 1994. &#8220;Che fatica il mestiere di scrivere&#8221; stigmatizza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: center;"><a href="http://www.trameindivenire.it/wp-content/uploads/2012/03/Tabucchi.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-1437" title="Tabucchi" src="http://www.trameindivenire.it/wp-content/uploads/2012/03/Tabucchi-1024x874.jpg" alt="" width="574" height="490" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><strong>&#8220;Che fatica il mestiere di scrivere&#8221;.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Oggi all&#8217;età di 68 anni Antonio Tabucchi è andato via. Era a Lisboa, in Prtogallo, la città che ha sempre amato e che gli ha ispirato il romanzo &#8220;Sostiene Pereira&#8221;, con il quale si è aggiudicato il Premio Campiello nel 1994.</p>
<p>&#8220;Che fatica il mestiere di scrivere&#8221; stigmatizza la natura di chi scrive e per il quale il lavoro non è un mero timbrare il cartellino per assolvere al proprio dovere, ma è il profondo sentire la vita che scorre e narrarla, interpretarla, magari anche modificarla.</p>
<p>&#8220;Gli artisti e gli intellettuali &#8211; scriveva Tabucchi &#8211; non fanno cadere i regimi, ma con un cerino illuminano l&#8217;oscurità in tempo per mostrare a chi abbia occhi quando il sentiero percorso è sull&#8217;orlo dell&#8217;abisso&#8221;.</p>
<p>Antonio Tabucchi è stato il maggior conoscitore e divulgatore oltre che traduttore dello scrittore e poeta portoghese Fernando Pessoa.  La direttrice della Fondazione &#8220;Casa Pessoa&#8221; ha dichiarato che &#8220;il Portogallo deve molto a Tabucchi, scrittore tanto italiano quanto portoghese&#8221;.</p>
<p style="text-align: right;"><em>giuseppe vinci</em></p>
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		<title>Gaza a ferro e fosforo, l&#8217;ennesima tregua</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Mar 2012 21:48:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giuseppe vinci</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[Nel paese della Legge Sacra Alle armi di distrazione di massa (quelle dei media), questa nostra evoluta civiltà, non disdegna (per restare nella massa degli errori e orrori umani) le armi di distruzione di massa. Accade a Gaza dove da 4 giorni continuano incessanti i bombardamenti israeliani al fosforo bianco. Nel paese della &#8220;Legge&#8221;, quella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><div id="attachment_1428" class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px"><a href="http://www.trameindivenire.it/wp-content/uploads/2012/03/gaza-bombe-fosforo.jpg"><img class="size-full wp-image-1428" title="gaza bombe fosforo" src="http://www.trameindivenire.it/wp-content/uploads/2012/03/gaza-bombe-fosforo.jpg" alt="" width="400" height="320" /></a><p class="wp-caption-text">Effetto fosforo</p></div>
<p><strong>Nel paese della Legge Sacra</strong></p>
<p>Alle armi di distrazione di massa (quelle dei media), questa nostra evoluta civiltà, non disdegna (per restare nella massa degli errori e orrori umani) le armi di distruzione di massa.</p>
<p>Accade a Gaza dove da 4 giorni continuano incessanti i bombardamenti israeliani al fosforo bianco. Nel paese della &#8220;Legge&#8221;, quella delle &#8220;sacre tavole&#8221;, la vita umana di sacro non ha nulla. Come la legge, del resto. Questi sono i risultati. Si parla di decine di morti e centinaia di feriti, tra i quali molti civili, donne e bambini compresi.</p>
<p>La lega araba parla di &#8220;massacro&#8221;. L&#8217;escalation del violenza ha meritato la condanna verbale degli USA che li ha definiti &#8220;vili&#8221;. Il Segretario Generale dell&#8217;Onu Ban Ki-Moon dichiara &#8220;inaccettabile&#8221; il lancio dei missili.</p>
<p>Il tutto accade durante il vertice tra Stati Uniti, Russia, UE e ONU sul conflitto israelo-palestinese, in corso in questi giorni.</p>
<p>Da poche ore (l&#8217;una ore locali) è in atto una tregua. L&#8217;ennesima ormai da più di 40 anni e nemmeno l&#8217;ombra  missione di una missione di pace. Del resto Gaza non è Kabul.</p>
<p style="text-align: right;"><em>giuseppe vinci</em></p>
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		<title>Arben Shira: la pittura per riscrivere la realtà</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Mar 2012 17:48:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giuseppe vinci</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Locale]]></category>
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		<category><![CDATA[Albania]]></category>
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		<description><![CDATA[Il realismo nell&#8217;arte e nella vita Incontro Arben nel suo ennesimo laboratorio di fortuna, a Fasano, ospite ancora una volta della benevolenza di chi l&#8217;arte la conosce, l&#8217;apprezza, la condivide e dell&#8217;arte ne fa una ragione di vita. Per quanto, la ragione di Arben è sofferta, carica di rinunce e di duri sacrifici ancora attuali, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><div id="attachment_1381" class="wp-caption aligncenter" style="width: 555px"><a href="http://www.trameindivenire.it/wp-content/uploads/2012/03/Tavolozza-arben.jpg"><img class=" wp-image-1381 " title="Tavolozza arben" src="http://www.trameindivenire.it/wp-content/uploads/2012/03/Tavolozza-arben.jpg" alt="" width="545" height="371" /></a><p class="wp-caption-text">Tavolozza - Arben Shira - Foto Chicco Saponaro</p></div>
<p><strong>Il realismo nell&#8217;arte e nella vita</strong></p>
<p>Incontro Arben nel suo ennesimo laboratorio di fortuna, a Fasano, ospite ancora una volta della benevolenza di chi l&#8217;arte la conosce, l&#8217;apprezza, la condivide e dell&#8217;arte ne fa una ragione di vita. Per quanto, la ragione di Arben è sofferta, carica di rinunce e di duri sacrifici ancora attuali, vivi nei suoi racconti su tela. E qui sono raccolte solo una minima parte della sua vastissima produzione artistica, la più recente. Centinaia di tele che parlano di due mondi distanti nella cultura, avvicinati dalla storia.</p>
<p>Nascere a Shijak, in Albania, nel fiore degli anni &#8217;60, in piena dittatura comunista di Hoxha, significava per molti essere come deportati in casa. La vita dei campi e il lavoro operaio, sin dall&#8217;infanzia, e poi la miniera nei cantieri edili. La città, quella città arretrata, povera, fatta di palazzacci decadenti, decrepiti, Tirana o Durazzo, quelle erano tabù. Bastava la campagna. E la rinuncia forzata agli studi. E&#8217; stato il prezzo da pagare per essere appartenuti ad una famiglia di dissidenti, avversi &#8211; se pur nel silenzio, nella remissione rassegnata &#8211; ad un regime che per oltre 40 anni ha represso, piegato le coscienze di intere generazioni, sprofondandole nell&#8217;arretratezza dello spirito.</p>
<p>Un regime autarchico, più che comunista, chiuso in sé stesso, distante anche dal resto del mondo comunista conosciuto fino alla caduta del “muro”. Spesso una delusione per chi nel credo comunista aveva sperato. Della dottrina di Marx nemmeno l&#8217;ombra. Una delusione da tenere in sé, nel silenzio e nell&#8217;emarginazione ai lati estremi di un regime fatiscente. Li, i segni della dittatura avevano colori sbiaditi, con impressa l&#8217;eredità del ventennio fascista, frammista alla rivoluzione russa fatta in casa, peggio che arrangiata. Segni come solchi profondi e grotteschi, lasciati sin dai tempi della colonia italica. La prima contaminazione e distrazione delle radici tradizionali del paese delle aquile a cui per un cinquantennio è stato sottratto il cielo.</p>
<p>La condanna da una parte e il seme della liberazione dall&#8217;altra. Un seme che, per Arben, nato nel 1963, come per tanti suoi connazionali, tarderà a fiorire. Ma fiorirà, rinascerà nei colori e nei tratti morbidi e genuini del realismo. Dopo tanto distillare, immerso in una vita stretta alla necessità dell&#8217;esistenza, tra i crudi cicli della natura, dove la tecnologia e il progresso sono stati per lunghi anni un miraggio, l&#8217;Italia dall&#8217;altra parte, oltre l&#8217;Adriatico è stata la terra promessa, agognata, anche grazie alle tivù regionali ben visibili oltremare. Ci vorranno le barcacce cariche di umanità derelitta, affamata non solo di pane, e stordita, sbarcata sulle nostre coste. Un&#8217;esperienza di vita valsa come la compressione dello spirito, liberatosi poi con l&#8217;esodo albanese del &#8217;91. Giunto a Fasano coltiva l&#8217;attesa di approdi più adatti alle sue aspirazioni, ma da Fasano non riesce più ad andar via. La famiglia ha posto radici profonde. Scherzi del destino, si dirà. E&#8217; di questo realismo, duro ma mai ruvido, uno sguardo sincero, diretto, poco mediato della realtà, dai segni netti, chiari, dai colori intensi, compatti, si alimenta il tratto di Arben. Una narrazione cromatica tutta pugliese, meridionale, ma che non trascura le origini albanesi più che mai vive.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Chi è Arben Shira</strong></p>
<p>Arben Shira, pittore di origini albanesi, fasanese di adozione, sin dall&#8217;esodo albanese del 1991, dedica tutta la sua vita alla pittura. Nel &#8217;95 si diploma all&#8217;Accademia delle Belle Arti di Bari sotto la guida di Michele de Palma, assistente di Emilio Notte, entrambi maestri ed eredi della scuola pugliese. Frequenta Adriana Notte, Irina Hale, Ernest Verner (anch&#8217;egli fasanese di adozione) e Vanda Valente. Fine cultore della scuola di cui è stato allievo, s&#8217;inserisce a pieno titolo nella discendenza che si rifà a Francesco Netti e alla scuola fasanese, tanto da poterlo collocare tra i successori diretti di Beniamino Bianco. Le sue opere si trovano in diverse collezioni pubbliche e private. Ha tenuto diverse personali e collettive, distinguendosi in numerosi premi ed estemporanee di pittura, raccogliendo l&#8217;apprezzamento della critica. La stessa amministrazione comunale di Fasano l&#8217;ha premiato con una targa riconoscendolo come “artista fasanese”. La scorsa estate il comune di Ceglie Messapica, città natale di Emilio Notte, gli ha dedicato una “personale” presso la Pinacoteca Comunale “Notte”. Dal 6 al 13 gennaio di quest&#8217;anno ha esposto per la città di Durazzo nella Galleria delle Esposizioni d&#8217;Arte con il patrocinio delle istituzioni albanesi e alla presenza della stampa e delle televisioni locali che ne hanno dato risalto a livello nazionale.</p>
<p style="text-align: right;">giuseppe vinci</p>
<p style="text-align: left;">Pubblicato su: Largo Bellavista  Febbraio-Marzo 2012 - anno IV n. 57</p>
<p style="text-align: left;">Servizio fotografico a cura di Chicco Saponaro</p>

<a href='http://www.trameindivenire.it/2012/03/06/arben-shira-la-pittura-per-riscrivere-la-realta/tavolozza-arben/' title='Tavolozza arben'><img width="150" height="150" src="http://www.trameindivenire.it/wp-content/uploads/2012/03/Tavolozza-arben-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Tavolozza" title="Tavolozza arben" /></a>
<a href='http://www.trameindivenire.it/2012/03/06/arben-shira-la-pittura-per-riscrivere-la-realta/arben-albania/' title='Arben albania'><img width="150" height="150" src="http://www.trameindivenire.it/wp-content/uploads/2012/03/Arben-albania-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Vita rurale, Albania" title="Arben albania" /></a>
<a href='http://www.trameindivenire.it/2012/03/06/arben-shira-la-pittura-per-riscrivere-la-realta/rose-arben/' title='Rose Arben'><img width="150" height="150" src="http://www.trameindivenire.it/wp-content/uploads/2012/03/Rose-Arben-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Rose" title="Rose Arben" /></a>
<a href='http://www.trameindivenire.it/2012/03/06/arben-shira-la-pittura-per-riscrivere-la-realta/dalla-finestra-arben/' title='Dalla Finestra Arben'><img width="150" height="150" src="http://www.trameindivenire.it/wp-content/uploads/2012/03/Dalla-Finestra-Arben-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Oltre lo sguardo" title="Dalla Finestra Arben" /></a>
<a href='http://www.trameindivenire.it/2012/03/06/arben-shira-la-pittura-per-riscrivere-la-realta/pentolone-arben/' title='pentolone arben'><img width="150" height="150" src="http://www.trameindivenire.it/wp-content/uploads/2012/03/pentolone-arben-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Calderone in rame battuto" title="pentolone arben" /></a>
<a href='http://www.trameindivenire.it/2012/03/06/arben-shira-la-pittura-per-riscrivere-la-realta/verso-la-selva-arben/' title='verso la Selva arben'><img width="150" height="150" src="http://www.trameindivenire.it/wp-content/uploads/2012/03/verso-la-Selva-arben-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Verso Selva" title="verso la Selva arben" /></a>
<a href='http://www.trameindivenire.it/2012/03/06/arben-shira-la-pittura-per-riscrivere-la-realta/peperoni-rossi-arben/' title='peperoni rossi arben'><img width="150" height="150" src="http://www.trameindivenire.it/wp-content/uploads/2012/03/peperoni-rossi-arben-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Peperoni rossi" title="peperoni rossi arben" /></a>
<a href='http://www.trameindivenire.it/2012/03/06/arben-shira-la-pittura-per-riscrivere-la-realta/frutta-arben/' title='Frutta Arben'><img width="150" height="150" src="http://www.trameindivenire.it/wp-content/uploads/2012/03/Frutta-Arben-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Frutta sullo scrittoio" title="Frutta Arben" /></a>
<a href='http://www.trameindivenire.it/2012/03/06/arben-shira-la-pittura-per-riscrivere-la-realta/il-lavoro-arben/' title='il lavoro arben'><img width="150" height="150" src="http://www.trameindivenire.it/wp-content/uploads/2012/03/il-lavoro-arben-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Il lavoro" title="il lavoro arben" /></a>
<a href='http://www.trameindivenire.it/2012/03/06/arben-shira-la-pittura-per-riscrivere-la-realta/canale-santelia-arben/' title='canale sant&#039;elia arben'><img width="150" height="150" src="http://www.trameindivenire.it/wp-content/uploads/2012/03/canale-santelia-arben-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Canale a S.Elia" title="canale sant&#039;elia arben" /></a>
<a href='http://www.trameindivenire.it/2012/03/06/arben-shira-la-pittura-per-riscrivere-la-realta/trullo-arben/' title='Trullo Arben'><img width="150" height="150" src="http://www.trameindivenire.it/wp-content/uploads/2012/03/Trullo-Arben-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Trullo" title="Trullo Arben" /></a>
<a href='http://www.trameindivenire.it/2012/03/06/arben-shira-la-pittura-per-riscrivere-la-realta/strumenti-da-lavoro-arben/' title='strumenti da lavoro arben'><img width="150" height="150" src="http://www.trameindivenire.it/wp-content/uploads/2012/03/strumenti-da-lavoro-arben-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Pennelli" title="strumenti da lavoro arben" /></a>
<a href='http://www.trameindivenire.it/2012/03/06/arben-shira-la-pittura-per-riscrivere-la-realta/arben/' title='Arben'><img width="150" height="150" src="http://www.trameindivenire.it/wp-content/uploads/2012/03/Arben-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Arben Shira" title="Arben" /></a>
<a href='http://www.trameindivenire.it/2012/03/06/arben-shira-la-pittura-per-riscrivere-la-realta/con-arben/' title='con arben'><img width="150" height="150" src="http://www.trameindivenire.it/wp-content/uploads/2012/03/con-arben-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Con Arben" title="con arben" /></a>

<p>&nbsp;</p>
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		<title>L&#8217;abbraccio a Confindustria e l&#8217;ABC della politica</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Feb 2012 02:34:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giuseppe vinci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; Quei ladri fannulloni dei lavoratori e i loro protettori Stando a Confindustria e alla Marcegaglia i sindacati difendono quei ladri fannulloni dei lavoratori.  Per questo Emma chiede flessibilità in entrata e in uscita. Il lavoro basta che si pieghi come un giunco, prono al cospetto dei padroni. D&#8217;altra parte si pone la questione del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.trameindivenire.it/wp-content/uploads/2012/02/monti-marcegaglia1.jpeg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1377" title="monti marcegaglia" src="http://www.trameindivenire.it/wp-content/uploads/2012/02/monti-marcegaglia1.jpeg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p><strong>Quei ladri fannulloni dei lavoratori e i loro protettori</strong></p>
<p>Stando a Confindustria e alla Marcegaglia i sindacati difendono quei ladri fannulloni dei lavoratori.  Per questo Emma chiede flessibilità in entrata e in uscita. Il lavoro basta che si pieghi come un giunco, prono al cospetto dei padroni. D&#8217;altra parte si pone la questione del credito alle imprese. Le grandi, s&#8217;intende, a cominciare dalla banche stesse che pagano il credito all&#8217;1% e lo concedono a non meno del 5%, con le dovute eccezioni e fin oltre i limiti dello strozzinaggio: dipende da chi lo chiede. E bene che vada, al netto delle spese un 10% non te lo toglie nessuno. Alla faccia di crescita ed equità. Oltre che di quei fondi UE sottratti al lavoro.</p>
<p>Piccole imprese, artigiani, commercianti, quelli che ancora oggi hanno un rapporto diretto con i lavoratori e il lavoro, che poi so&#8217; lavoratori anch&#8217;essi. Operai di sé stessi, madri e pardi di famiglia, ormai sull&#8217;orlo del precipizio, molti già andati giù, giovani e adulti strozzati dalla precarietà nel lavoro e nella vita, beh, quelli se la sbattano pure. A loro il credito non serve. Gli può bastare di rovistare tra i rifiuti del mercato. E se proprio lo vogliono &#8211; il credito &#8211; possono rivolgersi alle banche che, quando lo concedono, li conciano per le feste. Sempre meglio tenerli stretti nella morsa della necessità, ottimo strumento di ricatto. Il credito meglio darlo agli amici speculatori del mercato. Minimo sforzo e massimo risultato.</p>
<p>Chi glielo dice a Confindustria e alla Marcegaglia che il maggior freno allo sviluppo economico delle imprese (italiane ed estere) in Italia non è l&#8217;art. 18, ma l&#8217;inadeguatezza o la totale mancanza, del reddito e l&#8217;inaccessibilità al credito della stragrande maggioranza degli italiani, artigiani, commercianti e operai compresi? Basterebbe, invece, una semplice legge sulla tutela del credito commerciale, viste le difficoltà e i tempi biblici dei contenziosi (una media superiore a un anno, quando si risolvono!), mal comune diffuso, per restituire fiducia e ossigeno, ovvero liquidità, al lavoro e all&#8217;impresa, soprattutto la piccola, popolo delle partite iva compreso. Non sarà questo uno dei fattori che scoraggia l&#8217;impresa a investire in un paese ad alto rischio commerciale, senza sicurezze e garanzie di legge, dove il raggiro, la truffa e comunque il malcostume nei rapporti commerciali sono perennemente dietro l&#8217;angolo indisturbatamente?</p>
<p>La benzina sale, lo spread pure, la disoccupazione non ne parliamo, le tasse peggio che andar di notte, assicurazioni, elettricità, sigarette, Imu, Iva e balzelli d&#8217;ogni sorta. Beh, per il resto fate voi. Sale anche il reddito di lorsignori, banchieri, tecnocrati, politici nominati e non, e padroni di ogni sorta. L&#8217;abbraccio tra le lobby e la casta. Intanto, mentre Monti obbliga il paese alla più brusca retromarcia dell&#8217;era repubblicana, lui va &#8220;avanti tutta&#8221;, con buona pace di larga parte del parlamento. E così l&#8217;ABC della politica (Alfano, Bersani, Casini) si risolve tutto nel inciucio elettorale in attesa del 2013. Zero preferenze e sbarramento di protezione per il sistema consolidato. Alla faccia della rappresentanza democratica e del rinnovamento della politica.</p>
<p>Al tempo dei tecnocrati, sacerdoti del redivivo liberismo in salsa speculativa, pare proprio non ci sia  speranza per la dignità del lavoro e della politica.  In Italia ormai la spuntano le corporazioni, a partire da quelle politiche e a seguire taxi, tir, farmacisti, notai&#8230; , come fossimo in un grottesco &#8220;ritorno al passato&#8221; senza diritti ed equità, in cui regna sovrana la discriminazione e la reiezione, economica e sociale.</p>
<p style="text-align: right;"><span style="text-align: right;">giuseppe vinci</span></p>
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		<title>Cattedre, pulpiti e predellini d&#8217;Italia</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Feb 2012 04:19:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giuseppe vinci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A Sanremo Celentano sale in cattedra, per contratto. Nella sua prima uscita al Festival Celentano silura Avvenire  e Famiglia Cristiana. Sembra salito sul predellino. Dovrebbero chiudere. E così la stampa ne parla a tamburo battente. E non solo la stampa. Il web 2.0, a cominciare da Twitter, è un fiume in piena. Su venti ore totali di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p><a href="http://www.trameindivenire.it/wp-content/uploads/2012/02/pulpito-celentano.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1331" title="pulpito celentano" src="http://www.trameindivenire.it/wp-content/uploads/2012/02/pulpito-celentano.jpg" alt="" width="501" height="300" /></a></p>
<p><strong>A Sanremo Celentano sale in cattedra, per contratto.</strong></p>
<p>Nella sua prima uscita al Festival Celentano silura <a href="http://www.avvenire.it/Commenti/Pagine/Un-bello-spettacolo.aspx" target="_blank"><strong>Avvenire</strong> </a> e Famiglia Cristiana. Sembra salito sul predellino. Dovrebbero chiudere. E così la stampa ne parla a tamburo battente. E non solo la stampa. Il web 2.0, a cominciare da Twitter, è un fiume in piena.</p>
<p>Su venti ore totali di Sanremo ne avrò seguite al massimo Tre, di cui la metà, in differita, sul web. Appartengo a quella categoria di persone che dopo gli anni di gioventù passati a seguire Sanremo, deluso per la qualità scadente delle proposte musicali degli ultimi vent&#8217;anni,  il Festival l&#8217;aveva archiviato. Tocca ripescarlo, per capire l&#8217;Italia. Ne parla <strong>Dino Amenduni</strong> <strong><a href="http://www.valigiablu.it/doc/761/perch-sanremo-sanremo.htm" target="_blank">qui.</a>  </strong></p>
<p>In queste tre ore ci sta pure Celentano. Per una piccola parte. Quanto basta per non condividere l&#8217;uscita su Avvenire e Famiglia Cristiana dell&#8217;altra sera. Per quanto la loro linea editoriale non è certo di mio gradimento. Giornali che prendano soldi pubblici, per quanto non sono i soli. Una reprimenda che per questo, quantomeno, andrebbe estesa. Quanto basta per dire che, se non fosse per le sue considerazioni fin troppo parziali e approssimative, il filo del suo discorso, anche quello musicale di molto migliorato nella seconda serata, non farebbe una grinza.</p>
<p>Ma una grinza c&#8217;è e pure grossa. Il pulpito. Il suo pulpito. E il pulpito è un po&#8217; come il predellino. E si sa, il predellino gioca brutti scherzi. Spesso da alla testa. Peccato che Celentano si rivolge a coloro i quali il predellino, come il pulpito, viene somministrato puntualmente alle feste comandate laiche e non. Sanremo è tra queste. Un predellino di 300 mila euro. Soldi pubblici devoluti in beneficenza, si dirà, ma per un&#8217;ora di predica non richiesta. Anche perché le ipocrisie del bel paese e i soprusi, a cui il molleggiato fa riferimento, gli italiani li conoscono fin troppo bene, visto che le pagano a caro prezzo.</p>
<p>E&#8217; vero, i due giornali, come tanti ce ne sono, certo non tutti, prendono soldi pubblici, tanti, troppi se si considera che non disdegnano affatto la pubblicità e i proventi milionari. Eppure la precarietà tra i giornalisti è imperante. Il trattamento riservato a chi scrive è vergognoso e non permette certo un reddito dignitoso.  300 mila euro, spesso, per chi scrive,  sono pari a quasi 30 anni di lavoro precario, mal pagato, senza uno straccio di contratto. Non parliamo poi di chi scrive senza prendere il becco di un quattrino, eppure continua a scrivere.</p>
<p>Dopo le polemiche della prima serata e prima della seconda predica, Celentano va in difesa e dice che non è un qualunquista. Sarà. Ma dire che &#8220;i midia (media e non midia, Celentano!) si sono coalizzati contro di me&#8221;, cos&#8217;è se non qualunquismo? Un po&#8217; come sparare nel mucchio, con il rischio di colpire tanti innocenti che non prendono soldi pubblici, né scrivono su commissione. E così mi ritorna in mente un altro predellino grazie al quale il qualunquismo è stato eretto a modello. Quello sul quale il &#8220;tizio&#8221; del consiglio, l&#8217;editore più potente del paese, affermava che i media (tutti nelle mani dei comunisti) si fossero coalizzati contro di lui.</p>
<p>L&#8217;ho detto, il filo del discorso non farebbe una grinza se solo non ci fosse stato un pulpito di 300 mila euro, per giunta senza alcun contraddittorio. E fosse solo quello&#8230;  I predellini non hanno mai sortito nulla di buono. E se proprio si deve fare riferimento a Gesù, beh, lui non solo non usava predellini, per di più era alla pari con coloro a i quali si rivolgeva.</p>
<p>E che dire della giustificazione della beneficenza? Non mi pare un buon argomento. E non vi sembri che voglia spaccare il capello in quattro, ma la beneficenza, meglio, il &#8220;bene&#8221;, a mio modesto parere, per la sua natura essenziale che è universale, non può che essere impersonale e quindi anonimo, raccolto nel silenzio, fuori da ogni sorta di propaganda e da ritorni di immagine che poi si traducono in merce. Mi pare che i grandi saggi o santi che siano, non abbiano insegnato altro. I mercanti, in genere, stanno fuori dal tempio. Questione di tempi e luoghi appropriati.</p>
<p style="text-align: right;"><em style="text-align: right;">giuseppe vinci</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="shr-publisher-1330"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		<title>La neve, il complotto e la distrazione di massa</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Feb 2012 16:20:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giuseppe vinci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo neve e ghiaccio un complotto per distrarre il paese dalle manovre targate Bce Le proteste di Taxi e Tir hanno fermato il paese per quasi 15 giorni. E così decine di milioni di PIL sono andati in fumo. L&#8217;economia ha rallentato ulteriormente rispetto al tarlo della crisi che continua a scavare, profondamente. Ma nonostante [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><div id="attachment_1323" class="wp-caption aligncenter" style="width: 563px"><a href="http://iconico.eu/" rel="http://iconico.eu/" target="_blank"><img class=" wp-image-1323   " title="Neve Maurizio Nicosia 2012 febbraio Ravenna" src="http://www.trameindivenire.it/wp-content/uploads/2012/02/Neve-Maurizio-Nicosia-2012-febbraio-Ravenna3.jpg" alt="" width="553" height="370" /></a><p class="wp-caption-text">Neve - Maurizio Nicosia - Ravenna febbraio 2012</p></div>
<p><strong>Dopo neve e ghiaccio un complotto per distrarre il paese dalle manovre targate Bce</strong></p>
<p>Le proteste di Taxi e Tir hanno fermato il paese per quasi 15 giorni. E così decine di milioni di PIL sono andati in fumo. L&#8217;economia ha rallentato ulteriormente rispetto al tarlo della crisi che continua a scavare, profondamente. Ma nonostante le contraddizioni e le infiltrazioni (mafiose), la mobilitazione  dei &#8220;forconi&#8221; rischiava di risvegliare gli italiani dal torpore politico. Rischiava, certo. Perché nonostante liberalizzazioni selvagge e prezzo dei carburanti da una parte, il PIL dall&#8217;altra,  gli italiani, come al solito sono divisi e non sapendo quale indirizzo prendere il paese è  entrato come in un loop perpetuo. L&#8217;ennesimo. Il parlamento, invece, ha scelto senza scegliere, preferendo di assecondare le imposizioni della Bce.</p>
<p>A convincere tutti, coscienti e incoscienti, c&#8217;ha pensato il &#8220;burocrate del consiglio&#8221;, il &#8220;tecnico&#8221; di fiducia della banca globale.  Il degno sostituto dei &#8220;tizi del consiglio&#8221; che l&#8217;hanno preceduto. A scanso di equivoci e rischi di risveglio, per evitare il progressivo intensificarsi dello scontento generalizzato, che avrebbe potuto infiammare il paese, vista la crisi sistemica che non lascia nulla al caso, il &#8220;grande freddo&#8221; è arrivato in soccorso di un governo che sotto le mentite spoglie tecniche, si dimostra tanto &#8220;acuto&#8221; quanto &#8220;politico&#8221; da fare invidia a destra e a manca, producendo politiche di chiaro segno liberista. Quel liberismo che è stato causa e male allo stesso tempo. Come dire che per curare il male val bene la causa. Cura omeopatica a dosi massicce. Il loop è perpetuo.</p>
<p>Ed eccoli, lì, tutti insieme appassionatamente, destra e sinistra(?), tutti intenti a recuperare un ipocrita unità nazionale a suon di austere manovre. Un&#8217;ammucchiata incapace di cogliere e trasmettere al paese il benché minimo senso della crisi, la quale, prima di essere economica è crisi dei costumi, corrotti fino al midollo, logori, come fossero irrecuperabili e quindi da reinventare. Ma in una simile condizione non dovrebbe esserci altra via che decostruire prima di ricostruire? Non fosse altro che per evitare di costruire mere illusioni, l&#8217;ennesime, con i cocci di un sistema ormai logoro.</p>
<p>Arriva la neve, e il giaccio. L&#8217;Italia è sotto zero. E si ferma ancora una volta. E giù ancora con il PIL. Ma questa volta non per mano umana, o quantomeno non grazie al risveglio delle coscienze. Anzi, ill freddo e il gelo, paradossalmente, le coscienze le costringono alla sopravvivenza, allontanandole dall&#8217;emergenza strutturale. Tutti chiusi in casa al riparo dal grande freddo. Mentre si parla di neve &#8211; da 15 giorni i media non fanno altro &#8211; ci si dimentica di quello che accade in parlamento, con l&#8217;accondiscendenza pressoché totale di tutto l&#8217;arco parlamentare, eccetto poche isolate e a volte strumentali eccezioni.</p>
<p>Finiti gli scioperi, dimenticati, rimossi dalla coscienza. C&#8217;è la neve.  E non fa nulla se la perturbazione che volteggia fissa sull&#8217;Italia come un avvoltoio insidioso sia frutto di operazioni di &#8220;<strong><a href="http://tankerenemymeteo.blogspot.com/" target="_blank">aereosol clandestine</a></strong>&#8221; messe a punto per mezzo di &#8220;scie chimiche&#8221; cariche di soluzioni igroscopiche che velano il cielo e abbassano le temperature. Nevica, gli italiani hanno ben altro a cui pensare. C&#8217;è la neve e c&#8217;è Alemanno con la vanga, in tenuta alpina a intrattenere l&#8217;Italia televisiva.  Eppure i prezzi al consumo dei beni primari continuano a salire inesorabilmente. La povertà affonda le sue radici. E la povertà non è solo economica, è anche e innanzitutto povertà delle coscienze. La politica tace, tutta presa com&#8217;è dalla sue prone dinamiche intorno al primo ministro banchiere. Tacciono gli italiani stretti dal freddo, mentre Monti sta per diventare santo. S&#8217;è pure beccato la beatificazione di Obama!</p>
<p>E mentre il gelo sta per allentare la sua morsa (forse), è già bell&#8217;e pronta un&#8217;altra farsa tutta italiana, cattolica e vaticana.  La trama racconta di un complotto al papa. Quel che è peggio è che la solfa questa volta viene da Il Fatto Quotidiano, quelli che si propongono come l&#8217;anticasta. Pensa tu! Intanto tutti i media ne parlano. La trama prende piede e con essa la distrazione di massa. L&#8217;ennesima.</p>
<p>Ci si dimentica, meglio, si evitano le sollecitazioni, rimuovendo dall&#8217;attenzione pubblica la realtà di milioni di famiglie italiane che ormai si affacciano al baratro della povertà. Del disagio sociale e culturale che ci emargina sempre più, che ci rende simili a bestie remissive. Dei soprusi operati da questa classe politica, inetta e infetta, corrotta e mafiosa che, dopo aver distrutto il nostro paese lo ha svenduto ai peggiori tecnocrati che siano mai esistiti, quelli che alimentano e sostengono la dittatura della finanza globalizzata che si è sostituita alla politica con il bene placido della politica stessa.</p>
<p>Ci si dimentica di quello che accade ai nostri fratelli greci, che della minaccia di default se ne fottono, anche perché i greci vivono già come se fossero peggio che falliti, reietti, diseredati, senza più alcuna speranza, alla canna del gas. A loro non bastano la dignità e suoi i sussulti, gli scioperi, le proteste, gli scontri, i black block. La Grecia è paralizzata. &#8220;Basta con la dittatura del monopolio dell&#8217;Europa&#8221;. E&#8217; lo striscione che oggi campeggia sull&#8217;Acropoli di Atene, mentre la città è a ferro e fuoco. E mentre la Grecia non si arrende, l&#8217;Italia è già bella e cotta.</p>
<p style="text-align: right;"><em>giuseppe vinci</em></p>
<p>Pubblicato su: <a href="http://thenewdeal.it/rubriche/sick/item/1874-la-neve-il-complotto-e-la-distrazione-di-massa">http://thenewdeal.it/rubriche/sick/item/1874-la-neve-il-complotto-e-la-distrazione-di-massa</a></p>
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		<title>Il Cavallo di Troia del debito sovrano e il default greco</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 22:49:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giuseppe vinci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Francia e Germania, sciacalli d&#8217;Europa? La Grecia è ancora una volta a un passo dal fallimento finanziario, è già a livelli da terzo mondo e si muore di fame.  Il parlamento greco intanto, difronte al paese ormai in ginocchio, ha votato un &#8220;no&#8221; secco all&#8217;ennesima richiesta di sacrifici da parte della UE. Francia e Germania [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p><a href="http://www.trameindivenire.it/wp-content/uploads/2012/02/CAVALLO-DI-TROIA.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1291" title="CAVALLO-DI-TROIA" src="http://www.trameindivenire.it/wp-content/uploads/2012/02/CAVALLO-DI-TROIA.jpg" alt="" width="579" height="340" /></a></p>
<p><strong>Francia e Germania, sciacalli d&#8217;Europa?</strong></p>
<p>La Grecia è ancora una volta a un passo dal fallimento finanziario, è già a livelli da terzo mondo e si muore di fame.  Il parlamento greco intanto, difronte al paese ormai in ginocchio, ha votato un &#8220;no&#8221; secco all&#8217;ennesima richiesta di sacrifici da parte della UE.</p>
<p>Francia e Germania frenano, prendono tempo, non vogliono che fallisca e spingono per gli ennesimi aiuti. Merkel e Sarkozy in una intervista congiunta dichiarano: “Noi ci rifiutiamo di riconoscere il fallimento della Grecia, non possiamo accettarlo”. Allo stesso tempo la UE, ammonisce: &#8220;La Grecia ha già superato la data limite che la Ue le aveva dato: un ritardo che non si può ignorare&#8221;. Il bastone europeo e la carota franco-tedesca.</p>
<p>Buona parte del debito sovrano greco è nelle mani di Francia e Germania e se la Grecia fallisce finiscono nei guai seri e con loro buona parte dell&#8217;Europa. Dunque ricattano l&#8217;UE e gli stati membri, prolungano l&#8217;agonia greca, cercando di consolidare il loro capitale e ridurre così la loro esposizione verso le banche greche, per poi vendere alla BCE i bond del debito greco.</p>
<p>Così la Grecia potrà fallire con il bene placido dei suoi strozzini, i banchieri della finanza globale, asserragliati nel ventre della democrazia più antica del mondo.</p>
<p>Insomma, Francia e Germania, così facendo, in realtà la Grecia non la vogliono salvare, ma farla fallire miseramente per poi comprarsela pezzo dopo pezzo, isole e beni culturali per primi. Del resto c&#8217;hanno provato anche con l&#8217;Italia, e non è detto che non ci provino ancora.</p>
<p>Questa è l&#8217;Europa dei banchieri e dei tecnocrati, l&#8217;Europa del debito sovrano, un vero e proprio cavallo di Troia pronto a fare brandelli della sovranità dei popoli europei. Questa è l&#8217;Europa di cui vorremmo farne a meno preferendo all&#8217;Europa degli sciacalli quella dei popoli sovrani.</p>
<p>Verrebbe da pensare che avevano visto bene gli inglesi restando fuori da un&#8217;Europa così.</p>
<p style="text-align: right;"><em>giuseppe vinci</em></p>
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		<title>Fasano 2012 è tempo di bilanci</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 17:37:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giuseppe vinci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Video lettera per il consuntivo 2011 del sindaco Di Bari Sul finire del 2011, nel tirare le somme dell&#8217;anno, il sindaco di Fasano si affida alla video lettera. A sentire l&#8217;intervento disponibile sul web, le opere pubbliche messe in atto nel 2011 sono la testimonianza di “un bilancio estremamente positivo” per la città. L&#8217;attività della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><div id="attachment_1285" class="wp-caption aligncenter" style="width: 526px"><a href="http://www.trameindivenire.it/wp-content/uploads/2012/02/Lello-alta-3.jpg"><img class=" wp-image-1285   " title="Lello alta (3)" src="http://www.trameindivenire.it/wp-content/uploads/2012/02/Lello-alta-3-1024x754.jpg" alt="" width="516" height="380" /></a><p class="wp-caption-text">Lello Di Bari</p></div>
<p lang="it-IT"><strong>Video lettera per il consuntivo 2011 del sindaco Di Bari</strong></p>
<p>Sul finire del 2011, nel tirare le somme dell&#8217;anno, il sindaco di Fasano si affida alla <strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=Qcc1p8iAa5Q" target="_blank">video lettera</a></strong>. A sentire l&#8217;intervento disponibile sul web, le opere pubbliche messe in atto nel 2011 sono la testimonianza di “un bilancio estremamente positivo” per la città.</p>
<p>L&#8217;attività della giunta si è concentrata essenzialmente nella realizzazione di opere finanziate da Area Vasta e Regione Puglia, interessando i borghi di Savelletri e Torre Canne. Lavori che hanno trascurato aree intermedie, come Forcatella, che, in assenza di un piano costa sono preda di ogni sorta di abuso. I termini per la presentazione del Piano Costa &#8211; 60 giorni a partire dal 26 ottobre, concessi dalla regione &#8211; volgono a scadenza e per la costa fasanese il rischio è il commissariamento da parte degli organismi regionali. Dimenticate le zone collinari, tra strade impraticabili e servizi precari come la raccolta rifiuti. Diverse le contrade invase dai rifiuti, tossici e pericolosi.</p>
<p>Che Savelletri avesse bisogno di interventi strutturali al porto, dopo quelli apportati al borgo, che Torre Canne meritasse altri e tanti interventi è fuori di dubbio. Il porto di Savelletri necessita da tempo di essere dragato. Basta una mareggiata a costringere i pescherecci in porto o al rientro difficoltoso per il fondale impraticabile. I verricelli non sempre riescono a recuperare i pescherecci incagliati alla fonda, costretti all&#8217;intervento di mezzi ben più potenti e costosi per il recupero.</p>
<p>Intanto, con la variante del nuovo molo, l&#8217;imponente braccio di cemento armato che è in opera, Savelletri vedrà sottrarsi la bellezza del mare lungo l&#8217;orizzonte sul quale si staglia la costa fino a Torre Canne e oltre.</p>
<p>Il mondo della pesca è in subbuglio. Da oltre un anno contesta un opera che metterebbe in ginocchio e per lungo tempo l&#8217;intero comparto. Mentre un molo in pietra può essere realizzato e rimosso pezzo per pezzo, il cemento armato necessita di interventi dirompenti. Difficilmente il nuovo molo eviterà danni all&#8217;ambiente marino. Le due località sono rinnovate e stravolte allo stesso tempo, spogliate dalla caratteristica tipica di un borgo marinaro del mediterraneo, trasformate in località turistiche dall&#8217;aspetto e dai toni piuttosto grigi, nonostante la scelta dei materiali.</p>
<p>Già due volte i lavori del nuovo molo sono stati interrotti dalla Capitaneria di Porto per disguidi burocratici e in seguito alle proteste del “Comitato per la tutela del borgo di Savelletri”. Pochi giorni fa, l&#8217;intervento della Soprintendenza dei Beni Archeologici, in seguito a un esposto in cui si denuncia la presenza di un relitto e di reperti risalenti al V sec. a.C., ha bloccato ancora una volta i lavori.</p>
<p>Il bilancio tracciato pare non tener conto del malcontento generalizzato e del disagio sociale che interessa la città. Il 2011 ha registrato due omicidi, l&#8217;impennata di furti e rapine con pestaggi e ostaggi di intere famiglie, non pochi casi di intolleranza. L&#8217;episodio dei primi di dicembre occorso agli ospiti adolescenti extracomunitari dell&#8217;istituto Canonico Latorre è l&#8217;ultimo tra i tanti.</p>
<p>I dati sull&#8217;occupazione basterebbero a comprendere una realtà che sfugge al sindaco. Tra le donne, nella fascia &#8211; quella più in crisi &#8211; da 45 a 55 anni, il 25% è senza lavoro. Circa 3500 donne, su una popolazione femminile di 13500 unità. Non meno gravi i numeri tra gli uomini con il 19% di disoccupati nella fascia di età da 45 a 55. Più di 2500 uomini, per lo più padri di famiglia a spasso. Incrociando i dati appare chiaro che, su una popolazione attiva (abili al lavoro) di 26800 unità e su una popolazione totale di circa 39000 abitanti, un quarto delle famiglie arranca dovendo campare alla giornata o di espedienti. In assenza di iniziative volte a risollevare l&#8217;economia locale e le sorti del lavoro, rarefatte sono le prospettive future. Ci si affida all&#8217;illusione di un impiego stagionale e precario, a meno di 1000 euro mensili a far fronte a ritmi di lavoro ben oltre le otto ore.</p>
<p style="text-align: right;"><em>giuseppe vinci</em></p>
<p><em>Pubblicato su Largo Bellavista gennaio 2012 &#8211; anno 6 &#8211; n. 56</em></p>
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		<title>Monti sulla Luna</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 00:38:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giuseppe vinci</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><div id="attachment_1262" class="wp-caption aligncenter" style="width: 583px"><a href="http://www.trameindivenire.it/wp-content/uploads/2012/02/mario-monti.jpg"><img class=" wp-image-1262 " title="mario-monti" src="http://www.trameindivenire.it/wp-content/uploads/2012/02/mario-monti.jpg" alt="" width="573" height="342" /></a><p class="wp-caption-text">Mario Monti</p></div>
<blockquote><p><em>«Tutte le cose che stiamo cercando di fare sono operazioni di creazione di consapevolezza, perché il mondo non è più quello che era dieci anni fa. I giovani devono abituarsi all’idea che non avranno un posto fisso per tutta la vita. Del resto, diciamo la verità, che monotonia, un posto fisso per tutta la vita».                             Mario Monti a Matrix 01.02.2012</em></p></blockquote>
<p><strong>Monotonia e consapevolezza</strong></p>
<p>Mario Monti vive sulla luna. Si, sul &#8220;monte della luna&#8221;. Quello su cui si perde il contatto con la realtà. Il &#8220;monte della luna&#8221;, del resto, in tutti i miti e nella simbologia archetipale rappresenta l&#8217;immaginazione, il sogno, l&#8217;inconscio, l&#8217;indecisione, l&#8217;incostanza. Insomma la precarietà.</p>
<p>Il posto fisso non esiste più da un ventennio. E questo i giovani, ma anche i meno giovani, lo sanno bene, fin troppo, visto che la precarietà grava sulla loro pelle. Sulla nostra. I numeri non mentono, un giovane su tre è senza lavoro. Certo, il mondo non è più lo stesso di 10 anni fa. Ma forse Monti non se né accorto, i giovani si, purtroppo.</p>
<p>Quello di cui Monti deve farsi una ragione è che, non tanto il posto fisso è necessario per risollevare le sorti dell&#8217;Italia, quanto un reddito, un reddito stabile. Senza un reddito, stabile, s&#8217;intende, non solo il lavoro ma tutta l&#8217;esistenza si traduce in precarietà, in non-esistenza, arretratezza, sofferenza e disperazione. Una monotonia che è un cortocircuito. Si spegne la luce e si finisce tutti sulla luna, a sognare, sogni acidi. Ne riparleremo tra qualche mese, quando le manovre lunari produrranno i loro effetti.</p>
<p>Monti, scenda dalla luna e ritorni sulla terra, fra gli umani! Dimostri, lui per primo, di essere maturo e responsabile, dia l&#8217;esempio all&#8217;Italia e agli italiani. Vada in pensione! Questa si, sarebbe un&#8217;operazione di consapevolezza. E dopo un ventennio d&#8217;incoscienza si ritorni a far politica.</p>
<p>A Matrix senza il benché minimo contraddittorio, Monti sembra la replica sobria di B., tutto titoli e propaganda. Che monotonia!</p>
<p style="text-align: right;"><em>giuseppe vinci</em></p>
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		<title>I parlamentari italiani si son fatti un taglio</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 22:45:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giuseppe vinci</dc:creator>
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		<category><![CDATA[costi politica]]></category>
		<category><![CDATA[riduzione stipendi parlamentari]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; ‎&#8221;Richiesta una fornitura straordinaria di cerotti per piccole ferite: i parlamentari si sono fatti un taglio&#8221;! (Giuseppe Di Benedetto) &#160; Taglio o inganno? 700 Euro netti al mese. A tanto ammonta il taglio agli stipendi dei deputati al parlamento italiano. Nell&#8217;aggiustamento di manovra approvato oggi alla Camera, il governo dei tecnocrati fa il solletico alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><div id="attachment_1244" class="wp-caption aligncenter" style="width: 470px"><a href="http://www.trameindivenire.it/wp-content/uploads/2012/01/deputati-nudi.jpg"><img class="size-full wp-image-1244 " title="SLOVACCHIA:DEPUTATI LIBERALI IN PIAZZA NUDI CONTRO IMMUNITA'" src="http://www.trameindivenire.it/wp-content/uploads/2012/01/deputati-nudi.jpg" alt="" width="460" height="252" /></a><p class="wp-caption-text">“Togliamo l’immunità ai Deputati”.</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p>‎&#8221;Richiesta una fornitura straordinaria di cerotti per piccole ferite: i parlamentari si sono fatti un taglio&#8221;! (Giuseppe Di Benedetto)</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Taglio o inganno?</strong></p>
<p>700 Euro netti al mese. A tanto ammonta il taglio agli stipendi dei deputati al parlamento italiano. Nell&#8217;aggiustamento di manovra approvato oggi alla Camera, il governo dei tecnocrati fa il solletico alla casta seduta in parlamento. Deputati e manager di stato dovranno rinunciare a 1300 euro lorde mensili, appunto, 700 euro netti.</p>
<p>Un taglio ridicolo e un insulto ai sacrifici imposti all&#8217;Italia, se si pensa che questo solletico va ad incidere su una media lorda di 16.000 euro al mese, esclusi benefit, privilegi e indennità di cui gode la casta. Peggio ancora, il taglio risulta un inganno. Dal primo gennaio, infatti, i parlamentari italiani sono passati dal sistema retributivo a quello contributivo. Con il nuovo sistema i nostri parlamentari avrebbero goduto di maggiori introiti netti al mese, circa 700 euro, non dovendo più versare i relativi contributi previdenziali.</p>
<p>All&#8217;Italia questo insulto non sta bene. Ci vuole di più. Molto di più. Chi ha provocato il danno economico e sociale al nostro paese non può limitarsi alla propaganda e alla rinuncia della mancia. E&#8217; necessario rientrare nella media europea dei costi della politica (foto in calce), se si vuole dare un vero contributo economico e di civiltà al paese.</p>
<p style="text-align: left;">E mentre il parlamento italiano si solletica con un taglietto, i deputati del partito Slovacco liberale &#8220;Libertà e solidarietà&#8221; (foto), per far fronte alla crisi posano nudi per chiedere al parlamento di Bratislava l&#8217;abolizione dell&#8217;immunità parlamentare. La foto è stata pubblicata sul profilo <strong><a href="https://www.facebook.com/stranasas" target="_blank">Facebook</a></strong> del partito.  Un privilegio che i deputati italiani conoscono affondo tanto da non rinunciarci in nessun caso.  Se per loro un taglietto equivale ad un&#8217;emorragia, l&#8217;immunità varrebbe bene un suicidio. Dateci un taglio!</p>
<p style="text-align: right;"><em style="text-align: right;">giuseppe vinci</em></p>
<div id="attachment_1248" class="wp-caption aligncenter" style="width: 520px"><a href="http://www.trameindivenire.it/wp-content/uploads/2012/01/costi-politica.jpg"><img class="size-full wp-image-1248" title="costi-politica" src="http://www.trameindivenire.it/wp-content/uploads/2012/01/costi-politica.jpg" alt="" width="510" height="386" /></a><p class="wp-caption-text">Media europea costi della politica</p></div>
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