Category: Politica

Isola del Giglio

Dov’erano le autorità prima del disastro?

Il comandante della Concordia è un criminale. Imbecille, ma criminale. Non c’è bisogno di commettere un reato scientemente per esserlo. Anche un imbecille incosciente che commette un reato è un criminale. E’ assodato, o no?

Il comandante Schettino, dunque, l’ha fatta grossa. Chi sa dov’era, mentre la Concordia andava dritta sulla secca, per non accorgersi di quello che stava accadendo. E’ un criminale, imbecille, ma criminale e la legge i criminali li punisce.

Dice, quella manovra, azzardata, fuorilegge, era all’ordine del giorno. La facevano tutte le navi di passaggio e per la Concordia non era la prima volta.

Ora mi chiedo, dov’erano la Capitaneria di Porto, il sindaco dell’Isola del Giglio, il Procuratore della Repubblica di Grosseto, fino ad oggi, ogni qual volta la Concordia e le altre navi manovravano sotto costa, in “area protetta” e sottoposta a stretti vincoli di legge?

E’ mai possibile che, fino ad ora nessuno se ne sia mai accorto, che nessuno abbia mai ravvisato un reato e che, il reato, per essere tale e far intervenire le autorità deve necessariamente raggiungere i livelli della tragedia umana e del disastro ambientale?

gv

Nel paese della “concordia”

Accade in Italia, nel paese della concordia.

Accade che un presidente del consiglio, quarta carica dello Stato, si porti nella residenza istituzionale un intero harem, ma senza eunuchi. Lui e i suoi sodali, elettori compresi sono concordi. E mentre l’Italia affonda gli eunuchi sono gli italiani evirati dei loro diritti.

Accade che il comandante di una nave da crociera se ne vada a spasso con la sua nave Concordia a spasso tra le secche dell’isola del Giglio invece di girare al largo. Lui abbandona la nave mentre passeggeri, equipaggio e magistratura non sono affatto concordi, mentre la nave affonda.

Accade che il governo del presidente del consiglio, quello del harem, non c’è più e nemmeno l’opposizione che non era concorde.

Accade che mentre l’Italia continua ad affondare sulle secche dell’Europa c’è un altro governo: quello della concordia. Quelli del governo del harem e quelli dell’opposizione concordano.

gv

Frecciargento

Ricchi, poveri, nord, sud. L’Italia divisa in due da Trenitalia

Mentre Trenitalia e l’amministratore delegato Mauro Moretti licenziano, per lo più personale di vagoni letto e personale notte, per far fronte alla concorrenza dei voli low cost, vengono soppresse intere tratte, sopratutto quelle percorse dalla Frecciabianca, in particolare quella della linea notte, che collegano l’Italia del lavoro da nord a sud, da est a ovest.  Ad essere penalizzati sono soprattutto i pendolari, il lavoro e la sussistenza di intere famiglie, non pochi milioni di italiani.

Un bene e un servizio pubblico, quello del trasporto su rotaia che,  nell’era delle liberalizzazioni, è svilito e deviato dalla sua natura essenziale. Un servizio pubblico che al pubblico non offre più nulla se non attraverso il ricatto di tariffe improponibili. Trenitalia e i suoi amministratori con i tagli al personale, l’aumento spropositato delle tariffe e con la cancellazione dei collegamenti tra nor e sud, negano la sussidiarietà quale principio fondamentale della democrazia ponendosi in netto contrasto con la costituzione italiana. Ma se Moretti e Trenitalia, nonostante i governi liberisti degli ultimi vent’anni, operano nel mercato dei trasporti su rotaia  come se fossero in regime di monopolio, il merito è soprattutto della politica. Read More »

In Italia si muore… troppo

Danza macabra - iconografia medievale

 

Si sta come/ d’autunno/sugli alberi/le foglie.

Soldati – Bosco di Courton – 1918 – Giuseppe Ungaretti

 

In Italia si muore troppo. Si muore troppo e di morte violenta.

In Sicilia due imprenditori la fanno finita, oppressi dai debiti e impossibilitati di pagare gli stipendi. La disperazione gli ha tolto il coraggio di licenziare e affrontare la realtà: tragica, troppo.

Ancora un detenuto muore in carcere, questa volta a Trani. Dicono che simulava la malattia e lo tenevano in isolamento legato ad una sedia. Roba da manicomio! E pensare che i manicomi sono stati chiusi da anni. Read More »

Sonho dos caóticos - Guilherme Kramer

La cura Monti non funziona

I numeri forniti da Federconsumatori, Coldiretti, Confcommercio, Codacons e altre associazioni di cosumatori e di categoria,  quando ormai l’anno è sul finire, parlano chiaro. I consumi si contraggono, gli italiani sono più attenti alla spesa, soprattutto perché più poveri, molto più poveri. C’è chi la spesa non riesce più a farla. Non sono pochi. Aumentano, senza sosta.

La spesa natalizia va giù del 18%, con un calo totale delle vendite del 30-40%. E le previsioni per il futuro non sono per nulla rosee. Mentre la Germania non entrerà in recessione e si prepara a una crescita del 3%,  l’Italia in crisi lo è già da un pezzo, anche se c’è chi stando al governo, fino a poco tempo fa, da buon illusionista ha fatto di tutto per alterarne la percezione. Intanto a gennaio non ci saranno saldi e sconti che terranno, quel 30-40%  di contrazione dei consumi è destinato ad aumentare. Read More »

Fasano: primarie in fermento

Candidati alle primarie - Fasano. Da sinistra: Luana Amati, Vito Loparco, Loredana Legrottaglie, Pino Sabatelli, Sante Nardelli

 

La voce dei candidati del centrosinistra

Con il voto del 20 novembre prossimo i fasanesi potranno scegliere il candidato di centrosinistra che dovrà rappresentare una rinnovata esigenza di cambiamento. Largo Bellavista ha scelto di dar voce direttamente ai protagonisti di questo momento politico, anzitutto chiedendo loro cosa ne pensano delle Primarie. Uno strumento democratico o demagogico?

Grande assente, da questa intervista, il candidato ufficiale del PD Sante Nardelli, il quale ha preferito, inspiegabilmente, non partecipare a questo confronto. Read More »

Primarie del centrosinistra?

Antico loggiato a Piazza Ciaia - Fasano

Breve storia dell’incertezza

Mentre la scadenza delle amministrative del 2012 si avvicina inesorabile, il percorso delle primarie, dal quale dovrebbe scaturire il candidato sindaco del centrosinistra fasanese, somiglia sempre più a un contorto percorso ad ostacoli, un percorso incerto. Rallentamenti, indecisioni, sommovimenti, tentennamenti e abbandoni, impegni e appuntamenti che saltano all’ultimo minuto, non ultimo la comparsa “last minute” dei centristi, il cui spettro aleggia ormai da mesi. Questi ultimi con una gamba ancora in giunta, l’altra a tentoni in cerca della collocazione più opportuna, ora qua ora la. Una posizione al limite dell’ambiguo che più di qualcuno, da destra a sinistra, ha battezzato “cerchiobbottista”, rivendicando la necessità di una politica coerente. Le pagine on-line di Gofasano.it ne danno ampia testimonianza. Read More »

Roma 15 ottobre 2011, un inferno

Mi sembrava di esserci dentro, di respirare quel fumo, il terrore.

Ho passato il pomeriggio a guardare in tv le immagini degli scontri tra forze dell’ordine e manifestanti a Roma. Avevo voglia di piangere, perché la violenza gratuita e insensata e ingiustificata mi fa sempre venir voglia di piangere. Quello che ho visto era un inferno.

Mi sembrava di esserci dentro, di respirare quel fumo, il terrore. I sampietrini divelti e lanciati contro le camionette della polizia mi facevano venire i brividi. Le mazze, le catene, i caschi, le bombe carta erano l’espressione di una violenza senza confini, cieca, rognosa e infetta, che non dorme mai, ma nutre continuamente di rancore il suo rancore, di odio il suo odio, di male puro e semplice la sua follia.

E’ una violenza che bolle dentro la pancia di una bestia e che aspetta di esplodere per travolgere tutto, spazzare ogni residuo di umanità. Un’immensa energia distruttiva che scappa dal vaso di Pandora. Ma sul fondo del vaso non rimane nemmeno una piccola traccia di speranza.

A vent’anni si dovrebbe immaginare sé stessi proiettati nel futuro, con un progetto di realizzazione, lavorare a un percorso di opportunità per sé stessi, per gli altri e per quelli che verranno dopo di noi. La violenza riversata oggi nelle strade della capitale è la morte di un percorso, della speranza. A vent’anni mi chiedo: che fine faremo tutti? E’ deprimente. Deprimente come quello che è successo a Roma.

Guardavo le immagini di piazza San Giovanni, riconoscevo le strade di un percorso che mi è familiare. Ricordo quando nel dicembre di due anni fa ero al No Berlusconi Day, una piccola infiltrata finita per caso in testa ad un corteo sterminato, colorato, festoso, ironico, danzante, pacifico, di persone unite da un medesimo sentimento comune, apartitico, umano. Fu una giornata produttiva in cui mi sembrava di essere al centro di tutto, pervasa da un’energia nuova, pulita, migliore che abbracciava e contagiava una piazza San Giovanni straripante di persone. Quel giorno sentì che le cose potevano cambiare, in quel modo, tutti noi, potevamo cambiare le cose. La gente dai balconi mandava baci al corteo, ci incoraggiava, si infilava il cappotto e si univa a quelle persone vestite non solo di viola, ma di tutti i colori della pace.

Quello che è successo il 15 ottobre 2011 a Roma è regressione allo stato disumano delle cose. La violenza è la mano del potere. L’opinione pubblica ricorderà poco e male di questa giornata. ‘I manifestanti sono il male’ diranno ‘hanno sconvolto Roma, non manifestate, fermate i manifestanti’. Senza alcun distinguo tra chi voleva protestare e chi voleva distruggere. Le belve e la gente comune diventeranno la stessa cosa nell’immaginario collettivo. E ancora una volta, il potere, quello vero, resterà a guardare dall’alto mentre ci scanniamo, ridendo, ghignando.

serena rosati

Piazza Palmina Martinelli, resta fra le nuvole

La firma da parte mia a sostegno della petizione simbolica è concreta al tempo stesso della mia volontà e di quella dell’amministrazione comunale, di individuare un’area della città, verificheremo se una via o una piazza, alla povera Palmina di cui ho un drammatico e commovente ricordo, dal momento che fui proprio io ad essere chiamato, come medico chirurgo dell’ allora ospedale di Fasano, per intervenire, subito dopo il tragico episodio,  verificando le disperate condizioni della piccola Palmina che decidemmo di trasferire subito al Policlinico di Bari nel reparto dei grandi ustionati. (Cit. Gofasano.it – Lello Di Bari, sindaco di Fasano, 23 dicembre 2010)

 

Quando la memoria è un affare avverso

C’è una strada per tutto e tutti, eventi e persone. In genere intitolare una strada o una piazza serve a conservare e trasmettere la memoria di eventi e persone alle generazioni future.

Lo scorso luglio, l’amministrazione comunale di Fasano ha intitolato ben 10 strade alla memoria di artigiani, imprenditori, politici e artisti locali. C’è stata una via anche per Francesco Di Bari, primo sindaco dell’epoca repubblicana e padre dell’attuale sindaco Lello Di Bari. Una via anche per Lord Robert Baden Powell, ufficiale inglese, massone e fondatore degli Scout. Che avesse parenti oriundi?

Di Palmina Martinelli, nonostante la parola data, nemmeno a parlarne. Del resto s’è trattato di una proposta politica che, seppure vada ben oltre l’aspetto simbolico, viene dalla parte politica avversa. Il 23 dicembre dello scorso anno, infatti,  il circolo di Sinistra Ecologia Libertà di Fasano consegnò al sindaco Lello Di bari, la petizione popolare per intitolare una piazza a Palmina Martinelli, arsa viva l’11 novembre 1981 a 14 anni perché rifiutava di prostituirsi. Read More »

 

Salutiamo l’Estate e il nostro mare

E’ abbastanza traumatico il modo in cui i turisti abbandonano le frazioni balneari del nostro paese non appena arriva settembre. Richiamati dagli impegni dell’autunno, anche se impigriti dall’ultimo sole, levano le tende e fanno ritorno a casa.

Certo, la condizione in cui lasciano le spiagge non è sicuramente delle migliori. Ma d’altra parte, se molti fasanesi dicono di amare il proprio mare, sarà vero ciò che si dice sugli amori estivi: che siano intensi, sì, ma superficiali ed effimeri. Quando si ama lo si fa a tempo pieno, non esistono dimenticanze, ma solo costante volontà di prendersi cura di ciò che ci sta a cuore. Noi, invece, tendiamo a preoccuparci delle care spiagge solo quando il sole comincia a intiepidire l’aria, e ne abusiamo voracemente senza troppo preoccuparci di trattarle con rispetto. Tanto, tutti lasciano roba in giro, che vuoi che sia se i rifiuti del bivacco di ieri sera li lasciamo lì?! Read More »