Category: Locale

Tavolozza - Arben Shira - Foto Chicco Saponaro

Il realismo nell’arte e nella vita

Incontro Arben nel suo ennesimo laboratorio di fortuna, a Fasano, ospite ancora una volta della benevolenza di chi l’arte la conosce, l’apprezza, la condivide e dell’arte ne fa una ragione di vita. Per quanto, la ragione di Arben è sofferta, carica di rinunce e di duri sacrifici ancora attuali, vivi nei suoi racconti su tela. E qui sono raccolte solo una minima parte della sua vastissima produzione artistica, la più recente. Centinaia di tele che parlano di due mondi distanti nella cultura, avvicinati dalla storia.

Nascere a Shijak, in Albania, nel fiore degli anni ’60, in piena dittatura comunista di Hoxha, significava per molti essere come deportati in casa. La vita dei campi e il lavoro operaio, sin dall’infanzia, e poi la miniera nei cantieri edili. La città, quella città arretrata, povera, fatta di palazzacci decadenti, decrepiti, Tirana o Durazzo, quelle erano tabù. Bastava la campagna. E la rinuncia forzata agli studi. E’ stato il prezzo da pagare per essere appartenuti ad una famiglia di dissidenti, avversi – se pur nel silenzio, nella remissione rassegnata – ad un regime che per oltre 40 anni ha represso, piegato le coscienze di intere generazioni, sprofondandole nell’arretratezza dello spirito.

Un regime autarchico, più che comunista, chiuso in sé stesso, distante anche dal resto del mondo comunista conosciuto fino alla caduta del “muro”. Spesso una delusione per chi nel credo comunista aveva sperato. Della dottrina di Marx nemmeno l’ombra. Una delusione da tenere in sé, nel silenzio e nell’emarginazione ai lati estremi di un regime fatiscente. Li, i segni della dittatura avevano colori sbiaditi, con impressa l’eredità del ventennio fascista, frammista alla rivoluzione russa fatta in casa, peggio che arrangiata. Segni come solchi profondi e grotteschi, lasciati sin dai tempi della colonia italica. La prima contaminazione e distrazione delle radici tradizionali del paese delle aquile a cui per un cinquantennio è stato sottratto il cielo.

La condanna da una parte e il seme della liberazione dall’altra. Un seme che, per Arben, nato nel 1963, come per tanti suoi connazionali, tarderà a fiorire. Ma fiorirà, rinascerà nei colori e nei tratti morbidi e genuini del realismo. Dopo tanto distillare, immerso in una vita stretta alla necessità dell’esistenza, tra i crudi cicli della natura, dove la tecnologia e il progresso sono stati per lunghi anni un miraggio, l’Italia dall’altra parte, oltre l’Adriatico è stata la terra promessa, agognata, anche grazie alle tivù regionali ben visibili oltremare. Ci vorranno le barcacce cariche di umanità derelitta, affamata non solo di pane, e stordita, sbarcata sulle nostre coste. Un’esperienza di vita valsa come la compressione dello spirito, liberatosi poi con l’esodo albanese del ’91. Giunto a Fasano coltiva l’attesa di approdi più adatti alle sue aspirazioni, ma da Fasano non riesce più ad andar via. La famiglia ha posto radici profonde. Scherzi del destino, si dirà. E’ di questo realismo, duro ma mai ruvido, uno sguardo sincero, diretto, poco mediato della realtà, dai segni netti, chiari, dai colori intensi, compatti, si alimenta il tratto di Arben. Una narrazione cromatica tutta pugliese, meridionale, ma che non trascura le origini albanesi più che mai vive.

 

Chi è Arben Shira

Arben Shira, pittore di origini albanesi, fasanese di adozione, sin dall’esodo albanese del 1991, dedica tutta la sua vita alla pittura. Nel ’95 si diploma all’Accademia delle Belle Arti di Bari sotto la guida di Michele de Palma, assistente di Emilio Notte, entrambi maestri ed eredi della scuola pugliese. Frequenta Adriana Notte, Irina Hale, Ernest Verner (anch’egli fasanese di adozione) e Vanda Valente. Fine cultore della scuola di cui è stato allievo, s’inserisce a pieno titolo nella discendenza che si rifà a Francesco Netti e alla scuola fasanese, tanto da poterlo collocare tra i successori diretti di Beniamino Bianco. Le sue opere si trovano in diverse collezioni pubbliche e private. Ha tenuto diverse personali e collettive, distinguendosi in numerosi premi ed estemporanee di pittura, raccogliendo l’apprezzamento della critica. La stessa amministrazione comunale di Fasano l’ha premiato con una targa riconoscendolo come “artista fasanese”. La scorsa estate il comune di Ceglie Messapica, città natale di Emilio Notte, gli ha dedicato una “personale” presso la Pinacoteca Comunale “Notte”. Dal 6 al 13 gennaio di quest’anno ha esposto per la città di Durazzo nella Galleria delle Esposizioni d’Arte con il patrocinio delle istituzioni albanesi e alla presenza della stampa e delle televisioni locali che ne hanno dato risalto a livello nazionale.

giuseppe vinci

Pubblicato su: Largo Bellavista  Febbraio-Marzo 2012 - anno IV n. 57

Servizio fotografico a cura di Chicco Saponaro

 

Lello Di Bari

Video lettera per il consuntivo 2011 del sindaco Di Bari

Sul finire del 2011, nel tirare le somme dell’anno, il sindaco di Fasano si affida alla video lettera. A sentire l’intervento disponibile sul web, le opere pubbliche messe in atto nel 2011 sono la testimonianza di “un bilancio estremamente positivo” per la città.

L’attività della giunta si è concentrata essenzialmente nella realizzazione di opere finanziate da Area Vasta e Regione Puglia, interessando i borghi di Savelletri e Torre Canne. Lavori che hanno trascurato aree intermedie, come Forcatella, che, in assenza di un piano costa sono preda di ogni sorta di abuso. I termini per la presentazione del Piano Costa – 60 giorni a partire dal 26 ottobre, concessi dalla regione – volgono a scadenza e per la costa fasanese il rischio è il commissariamento da parte degli organismi regionali. Dimenticate le zone collinari, tra strade impraticabili e servizi precari come la raccolta rifiuti. Diverse le contrade invase dai rifiuti, tossici e pericolosi.

Che Savelletri avesse bisogno di interventi strutturali al porto, dopo quelli apportati al borgo, che Torre Canne meritasse altri e tanti interventi è fuori di dubbio. Il porto di Savelletri necessita da tempo di essere dragato. Basta una mareggiata a costringere i pescherecci in porto o al rientro difficoltoso per il fondale impraticabile. I verricelli non sempre riescono a recuperare i pescherecci incagliati alla fonda, costretti all’intervento di mezzi ben più potenti e costosi per il recupero.

Intanto, con la variante del nuovo molo, l’imponente braccio di cemento armato che è in opera, Savelletri vedrà sottrarsi la bellezza del mare lungo l’orizzonte sul quale si staglia la costa fino a Torre Canne e oltre.

Il mondo della pesca è in subbuglio. Da oltre un anno contesta un opera che metterebbe in ginocchio e per lungo tempo l’intero comparto. Mentre un molo in pietra può essere realizzato e rimosso pezzo per pezzo, il cemento armato necessita di interventi dirompenti. Difficilmente il nuovo molo eviterà danni all’ambiente marino. Le due località sono rinnovate e stravolte allo stesso tempo, spogliate dalla caratteristica tipica di un borgo marinaro del mediterraneo, trasformate in località turistiche dall’aspetto e dai toni piuttosto grigi, nonostante la scelta dei materiali.

Già due volte i lavori del nuovo molo sono stati interrotti dalla Capitaneria di Porto per disguidi burocratici e in seguito alle proteste del “Comitato per la tutela del borgo di Savelletri”. Pochi giorni fa, l’intervento della Soprintendenza dei Beni Archeologici, in seguito a un esposto in cui si denuncia la presenza di un relitto e di reperti risalenti al V sec. a.C., ha bloccato ancora una volta i lavori.

Il bilancio tracciato pare non tener conto del malcontento generalizzato e del disagio sociale che interessa la città. Il 2011 ha registrato due omicidi, l’impennata di furti e rapine con pestaggi e ostaggi di intere famiglie, non pochi casi di intolleranza. L’episodio dei primi di dicembre occorso agli ospiti adolescenti extracomunitari dell’istituto Canonico Latorre è l’ultimo tra i tanti.

I dati sull’occupazione basterebbero a comprendere una realtà che sfugge al sindaco. Tra le donne, nella fascia – quella più in crisi – da 45 a 55 anni, il 25% è senza lavoro. Circa 3500 donne, su una popolazione femminile di 13500 unità. Non meno gravi i numeri tra gli uomini con il 19% di disoccupati nella fascia di età da 45 a 55. Più di 2500 uomini, per lo più padri di famiglia a spasso. Incrociando i dati appare chiaro che, su una popolazione attiva (abili al lavoro) di 26800 unità e su una popolazione totale di circa 39000 abitanti, un quarto delle famiglie arranca dovendo campare alla giornata o di espedienti. In assenza di iniziative volte a risollevare l’economia locale e le sorti del lavoro, rarefatte sono le prospettive future. Ci si affida all’illusione di un impiego stagionale e precario, a meno di 1000 euro mensili a far fronte a ritmi di lavoro ben oltre le otto ore.

giuseppe vinci

Pubblicato su Largo Bellavista gennaio 2012 – anno 6 – n. 56

Nichi Vendola e Tommaso Fiore

Troppe esitazioni. La Puglia pretende risposte. Le merita.

In Puglia il diritto alla salute è calpestato. È calpestato dai ricatti che la politica (la “vecchia” politica), fa a sé stessa, anche attraverso manovre finanziarie che gravano sugli italiani e sul Meridione, con la violenza di una fredda scure. Conoscono fin troppo bene, i pugliesi, le difficoltà a cui la Regione Puglia deve far fronte, costretta dai tagli, prima del governo Berlusconi, poi del governo Monti. È chiaro a tutti, il disastro della sanità ha radici ataviche che affondano nel clientelismo e nella pratica spartitoria che il Presidente Vendola combatte da sempre. È nota a tutti l’eredità lasciata dai 10 anni di [non]governo della Puglia dell’ex presidente ed ex ministro Fitto, per il quale la visione politica della cosa pubblica era, ed è, prettamente privatistica. Tante, troppe, sono le responsabilità della vecchia classe politica e delle dirigenze mediche locali che, troppo spesso coincidono con quei politici che da troppo tempo amministrano le città e che della sanità pubblica ne hanno fatto una questione privata, uno strumento clientelare, un bacino elettorale, una rendita di posizione tutta personale.

Oggi tutta la Puglia attende risposte e rivendica diritti, quegli stessi diritti e risposte evocati rispetto alle politiche del governo nazionale, ai servizi negati da Trenitalia, alla devastazione delle trivelle, ma anche e soprattutto rispetto al futuro della sanità. La Puglia, laboriosa e paziente, merita risposte, segnali chiari, e li pretende, a ragione, da chi della Puglia e della buona politica ne ha fatto la ragione del proprio mandato. Quali sono gli orizzonti e le prospettive della sanità in Puglia? Che ne sarà del diritto alla salute per quei comuni in cui (come per Fasano, Martina Franca, Cisternino, Locorotondo) gli ospedali sono destinati al drastico ridimensionamento e perfino alla chiusura? Quali sono i tempi per la realizzazione delle nuove strutture d’avanguardia a cui fanno continuo riferimento assessori e consiglieri regionali nei loro interventi in pubblico?

Sarebbe un errore, davvero imperdonabile, per la Regione Puglia, per Nichi Vendola, per la sua giunta (che nel 2005 e poi ancora nel 2010, invocarono, e noi con loro, la buona politica per la Puglia migliore) indignarsi per la vergogna di Trenitalia che divide il paese in due, come nemmeno la Lega è riuscita a fare, indignarsi per le trivelle della Northern Petroleum che distruggono l’Adriatico mentre tritano profitti e allo stesso tempo, non cogliere l’indignazione dei pugliesi, posti di fronte al rischio, sempre più reale, di chiusura degli ospedali. Il presidente Nichi Vendola e l’assessore Tommaso Fiore, la Giunta regionale e i consiglieri di maggioranza rendano alla Puglia parole chiare e il giusto conforto per l’affermazione dei diritti negati. Il presidente Nichi Vendola sia chiaro con tutti, con chi in questi anni, si è impegnato in prima persona per l’affermazione della Puglia migliore.

Giuseppe Vinci

Pubblicato su: http://www.thenewdeal.it/

Fasano: primarie in fermento

Candidati alle primarie - Fasano. Da sinistra: Luana Amati, Vito Loparco, Loredana Legrottaglie, Pino Sabatelli, Sante Nardelli

 

La voce dei candidati del centrosinistra

Con il voto del 20 novembre prossimo i fasanesi potranno scegliere il candidato di centrosinistra che dovrà rappresentare una rinnovata esigenza di cambiamento. Largo Bellavista ha scelto di dar voce direttamente ai protagonisti di questo momento politico, anzitutto chiedendo loro cosa ne pensano delle Primarie. Uno strumento democratico o demagogico?

Grande assente, da questa intervista, il candidato ufficiale del PD Sante Nardelli, il quale ha preferito, inspiegabilmente, non partecipare a questo confronto. Read More »

Primarie del centrosinistra?

Antico loggiato a Piazza Ciaia - Fasano

Breve storia dell’incertezza

Mentre la scadenza delle amministrative del 2012 si avvicina inesorabile, il percorso delle primarie, dal quale dovrebbe scaturire il candidato sindaco del centrosinistra fasanese, somiglia sempre più a un contorto percorso ad ostacoli, un percorso incerto. Rallentamenti, indecisioni, sommovimenti, tentennamenti e abbandoni, impegni e appuntamenti che saltano all’ultimo minuto, non ultimo la comparsa “last minute” dei centristi, il cui spettro aleggia ormai da mesi. Questi ultimi con una gamba ancora in giunta, l’altra a tentoni in cerca della collocazione più opportuna, ora qua ora la. Una posizione al limite dell’ambiguo che più di qualcuno, da destra a sinistra, ha battezzato “cerchiobbottista”, rivendicando la necessità di una politica coerente. Le pagine on-line di Gofasano.it ne danno ampia testimonianza. Read More »

Piazza Palmina Martinelli, resta fra le nuvole

La firma da parte mia a sostegno della petizione simbolica è concreta al tempo stesso della mia volontà e di quella dell’amministrazione comunale, di individuare un’area della città, verificheremo se una via o una piazza, alla povera Palmina di cui ho un drammatico e commovente ricordo, dal momento che fui proprio io ad essere chiamato, come medico chirurgo dell’ allora ospedale di Fasano, per intervenire, subito dopo il tragico episodio,  verificando le disperate condizioni della piccola Palmina che decidemmo di trasferire subito al Policlinico di Bari nel reparto dei grandi ustionati. (Cit. Gofasano.it – Lello Di Bari, sindaco di Fasano, 23 dicembre 2010)

 

Quando la memoria è un affare avverso

C’è una strada per tutto e tutti, eventi e persone. In genere intitolare una strada o una piazza serve a conservare e trasmettere la memoria di eventi e persone alle generazioni future.

Lo scorso luglio, l’amministrazione comunale di Fasano ha intitolato ben 10 strade alla memoria di artigiani, imprenditori, politici e artisti locali. C’è stata una via anche per Francesco Di Bari, primo sindaco dell’epoca repubblicana e padre dell’attuale sindaco Lello Di Bari. Una via anche per Lord Robert Baden Powell, ufficiale inglese, massone e fondatore degli Scout. Che avesse parenti oriundi?

Di Palmina Martinelli, nonostante la parola data, nemmeno a parlarne. Del resto s’è trattato di una proposta politica che, seppure vada ben oltre l’aspetto simbolico, viene dalla parte politica avversa. Il 23 dicembre dello scorso anno, infatti,  il circolo di Sinistra Ecologia Libertà di Fasano consegnò al sindaco Lello Di bari, la petizione popolare per intitolare una piazza a Palmina Martinelli, arsa viva l’11 novembre 1981 a 14 anni perché rifiutava di prostituirsi. Read More »

 

Salutiamo l’Estate e il nostro mare

E’ abbastanza traumatico il modo in cui i turisti abbandonano le frazioni balneari del nostro paese non appena arriva settembre. Richiamati dagli impegni dell’autunno, anche se impigriti dall’ultimo sole, levano le tende e fanno ritorno a casa.

Certo, la condizione in cui lasciano le spiagge non è sicuramente delle migliori. Ma d’altra parte, se molti fasanesi dicono di amare il proprio mare, sarà vero ciò che si dice sugli amori estivi: che siano intensi, sì, ma superficiali ed effimeri. Quando si ama lo si fa a tempo pieno, non esistono dimenticanze, ma solo costante volontà di prendersi cura di ciò che ci sta a cuore. Noi, invece, tendiamo a preoccuparci delle care spiagge solo quando il sole comincia a intiepidire l’aria, e ne abusiamo voracemente senza troppo preoccuparci di trattarle con rispetto. Tanto, tutti lasciano roba in giro, che vuoi che sia se i rifiuti del bivacco di ieri sera li lasciamo lì?! Read More »

Fiera del Levante

 

Nella Puglia Migliore c’è spazio anche per la fortuna

Per lo svolgimento della prossima Fiera Campionaria Generale, che si terrà a Bari dal 10 al 18 settembre, l’Ente Autonomo Fiera del Levante, ha bandito una vera e propria gara a sorteggio per le 300 unità lavorative necessarie alla realizzazione dell’evento fieristico più importante del mezzogiorno d’Italia.

La Fiera del Levante, tra l’altro, è diventata, soprattutto negli ultimi anni, un appuntamento internazionale per le relazioni commerciali e culturali delle popolazioni del bacino del Mediterraneo rivolgendo una grande attenzione all’oriente e all’Africa sub-sahariana.

L’idea di tirare a sorte è del nuovo presidente della Fiera del Levante, il prof. Gianfranco Viesti, associato di Politica Economica alla Facoltà di Scienze Politiche all’Università degli Studi di Bari. Read More »

Piattaforma petrolifera

 

Ripartono le trivellazioni nel basso Adriatico. Nove trivelle da Bari a tutto il Salento.

Il 28 luglio il governo ha rilasciato nuove concessioni alla Northern Petroleum per le trivellazioni nel mare Adriatico. La società aveva già depositato la documentazione necessaria a ottenere le autorizzazioni di V.I.A., lo scorso fine aprile, presso il comune di Brindisi.

Già a ottobre potranno iniziare le ispezioni sismiche lungo i fondali con le air-gun, esplosioni sottomarine ad aria compressa, per verificare localizzazione ed entità precisa dei giacimenti. Una tecnica, questa, che procurerà non pochi danni al sistema biologico marino e al comparto della pesca, già messi a dura prova dalla crisi produttiva ed economica. Per non parlare delle ricadute negative per il comparto del turismo, l’unico che in Puglia resiste alla crisi. Read More »

Goletta Verde

Nove punti critici, quattro fortemente inquinanti. La Forcatella è tra questi.

A meno di tre mesi dall’assegnazione della Bandiera Blu, Goletta verde boccia clamorosamente la costa fasanese. Tra le nove località critiche, quattro sono quelle che violano i limiti di inquinamento ben due volte oltre quelli ammessi per la balneazione. Tra le quattro località bocciate anche Forcatella, a metà strada tra Savelletri e Torre Canne, nel territorio di Fasano. Meta di amanti dei ricci provenienti da tutta la Puglia, soprattutto dalla Valle d’Itria e da Bari, la Forcatella e il litorale fasanese tornano a far discutere delle precarie condizioni in cui versa la costa a causa soprattutto della carenza dei servizi a partire dagli impianti di depurazione delle acque reflue. In località Forcatella il prelievo è stato condotto nelle vicinanze del depuratore civile e il giudizio è dato per “fortemente inquinante”. Read More »